Si alzò dalla sedia e si diresse alla finestra. Erano anni che non guardava fuori il mondo. Non sapeva come si era evoluto da quando aveva deciso di abitare a quel settimo piano vicino lo stadio.Un posto tranquillo, gli aveva confidato, l'addetto ai domicili. Non si sentono molti rumori e i vicini sono disponibili oltre che gentili. Ma ora aveva avuto la conferma che non era proprio così. Certo le cose sarebbero potute cambiare, andare meglio, raddrizzarsi, ma ci sarebbe voluto troppo tempo. Tempo che Chris non aveva. Voleva farla finita, ormai l'aria lì era diventata irrespirabile. Si sentiva quasi soffocare (o soffocava davvero?) e voleva morire. Si voleva morire, benchè avesse la consapevolezza che fosse ancora giovane, voleva proprio morire. Non aveva ancora una compagna e probabilmente non ne avrebbe avuta nemmeno una, ma ormai aveva deciso ed era davvero molto, troppo tardi per ripensarci.
Il balcone era aperto, si avvicinò alla ringhiera e decise di porre fine alla sua esistenza. Non dovette arrampicasi, ce la faceva benissimo. Si guardò indietro e desiderò piangere, ma non ne ebbe la forza. Si voltò verso il balcone e verso il vuoto. O verso una nuova vita. L'avrebbe scoperto al più presto. Chiuse gli occhi e si lasciò cadere nel niente, nel vuoto. Ebbe per un attimo l'istinto di provare a salvarsi. Per un attimo pensò di aver fatto la più grossa cazzata della sua misera vita, ma fu solo un attimo. E un attimo durò il suo ultimo viaggio. Stava cercando di pensare a qualcosa di felice, di sereno, a qualcosa che lo facesse morire in tranquillità quando avvertì il tonfo. Era finito tutto. Provò a riaprire gli occhi, nella vana speranza che fosse tutto un brutto sogno e che da un momento all'altro si fosse dovuto alzare e mettere qualcosa sotto i denti. E fu così. Gli occhi si aprirono, ma non si era destato dal sonno. Era in fin di vita. Sentiva che gli rimanevano ancora pochi attimi di vita, avrebbe voluto tornare indietro ed evitare di lanciarsi nel vuoto. Ma anche per questo era decisamente troppo tardi ormai.
Prima di abbandonare il suo corpo però i suoi occhi videro un bambino, si avvicinava a lui, sembrava incuriosito e stranamente quasi per niente spaventato. Era l'unica persona lì intorno, almeno così sembrò ai suoi occhi morenti. Il bambino lo toccò, ma lui non avvertì niente. Emetteva dei rantoli, ma il piccolo non sembrava accorgersene. Avrebbe voluto chiedere aiuto, avrebbe voluto spiegare a tutti che era pentito di quel gesto, che non voleva farlo, ma non ebbe il tempo. I suoi occhi guardarono ancora una volta, un'ultima volta, i piccoli occhi scuri del bambino, e si chiusero per sempre. Era morto.
Il bambino era ancora lì quando da dietro l'angolo della strada spuntò la madre correndo. Preoccupata per il piccolo. Quando lo vide vicino al cadavere di Chris, sorrise e gli si avvicinò. Lo abbracciò, gli diede un bacio sulla piccolo e morbida guancia, lo prese per mano e lo portò via
Danny-disse-quante volte te lo devo dire di non toccare gli scarafaggi a terra....
28 gennaio 2006
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